zerorischi infortunio sul lavoro

Gli infortuni da scivolamento e da inciampo rappresentano la causa più frequente di incidenti nei luoghi di lavoro, spesso sottovalutata rispetto ad altri rischi aziendali. Secondo i dati INAIL, cadute e scivolamenti sul piano di calpestio sono responsabili di circa il 20% di tutti gli infortuni denunciati ogni anno sul territorio nazionale.

Non si tratta solo di pavimenti bagnati: le cause sono molteplici, spesso strutturali, e richiedono un’analisi sistematica e documentata da parte del datore di lavoro. Il D.Lgs. 81/08 obbliga ogni datore di lavoro a valutare il rischio di scivolamento e a inserirlo nel DVR aziendale, con riferimento agli ambienti e alle mansioni specifiche.

Hai già mappato i punti critici della tua azienda, individuato le zone sprovviste di pavimenti antiscivolo e adottato le misure tecniche necessarie per proteggere i tuoi lavoratori? In questo articolo troverai una guida pratica per identificare le cause, applicare le misure preventive e gestire il rischio di scivolamento con metodo e con una documentazione adeguata.

Perché scivolamenti e inciampi sono gli infortuni più frequenti

I dati parlano chiaro: ogni anno, in Italia, gli infortuni nei luoghi di lavoro da scivolamento e inciampo coinvolgono decine di migliaia di lavoratori in tutti i settori produttivi. Secondo il Rapporto Annuale INAIL 2023, le cadute in piano rappresentano la seconda causa di infortuni mortali sul lavoro in Italia, dopo gli infortuni stradali durante il percorso casa-lavoro. A differenza di altri rischi, lo scivolamento non è legato a un’unica attività: colpisce con la stessa frequenza magazzini, uffici, ristoranti, cantieri e strutture sanitarie.

Il problema principale è che molti datori di lavoro tendono a considerare scivolamenti e inciampi come incidenti minori, sottostimando le conseguenze fisiche e legali che ne derivano. Un lavoratore che cade su un pavimento scivoloso può subire fratture, traumi cranici o danni alla colonna vertebrale, con conseguenze che vanno ben oltre il semplice infortunio lieve. Sul piano normativo, il D.Lgs. 81/08 inquadra scivolamenti e inciampi come rischi oggetto di valutazione obbligatoria, con responsabilità diretta del datore di lavoro in caso di omissione.

Le cause più comuni e come riconoscerle nel proprio ambiente

Riconoscere le cause degli infortuni da scivolamento è il primo passo per eliminarle: spesso si tratta di situazioni già presenti nell’ambiente, ma non ancora identificate come rischi concreti. Un’analisi sistematica degli spazi aziendali, dai pavimenti ai percorsi interni, permette di individuare i punti critici prima che diventino una fonte di rischio concreto per i lavoratori.

Le principali cause da valutare e documentare nel DVR aziendale, da comunicare ai lavoratori attraverso la formazione obbligatoria, sono le seguenti:

  • Pavimenti scivolosi o deteriorati: superfici lisce, danneggiate o prive di trattamento antiscivolo, soprattutto in aree che vengono bagnate spesso.
  • Presenza di liquidi o sostanze sul piano di calpestio: acqua, oli, detergenti o materiali organici non rimossi in modo tempestivo dagli operatori.
  • Cavi, tubi e ostacoli nei percorsi di transito: elementi mal posizionati, non fissati o non segnalati che generano rischio di inciampo durante le attività.
  • Illuminazione insufficiente: ambienti scarsamente illuminati aumentano il rischio di non percepire dislivelli, ostacoli o variazioni di quota lungo i percorsi.
  • Calzature non idonee: DPI assenti o inadeguati rispetto al tipo di pavimento e alle attività svolte dai lavoratori in ciascuna mansione.
  • Mancanza di ordine: aree di lavoro disorganizzate con materiali depositati fuori dalle zone designate e percorsi non liberamente accessibili.
  • Dislivelli e soglie non segnalati: gradini, rampe o variazioni di quota privi di segnaletica di avvertimento o protezioni adeguate.

Misure preventive: pavimenti, ordine, manutenzione

Le misure preventive contro il rischio di scivolamento si articolano su tre livelli principali: interventi strutturali sulle pavimentazioni, gestione quotidiana degli ambienti e manutenzione programmata.

  • Il primo livello riguarda i pavimenti antiscivolo: la norma UNI EN 13893 definisce il coefficiente di attrito come parametro tecnico per valutare l’idoneità di una pavimentazione rispetto al rischio. Nelle aree soggette a bagnatura frequente, come cucine industriali, officine o magazzini, è obbligatorio adottare pavimentazioni con classe R10 o superiore secondo le norme tecniche di riferimento.
  • Il secondo livello è la gestione dell’ordine: percorsi di transito sempre liberi da ostacoli, procedure definite per la rimozione di spandimenti e depositi organizzati negli spazi designati.
  • Il terzo livello è la manutenzione programmata: ispezioni periodiche delle superfici di calpestio, sostituzione tempestiva di elementi deteriorati e controllo regolare dei cavi e delle attrezzature.

Un piano di gestione delle scadenze di manutenzione documentato e verificabile è parte integrante di un sistema di sicurezza efficace, e fa la differenza in caso di ispezione o infortunio.

Segnaletica, procedure e formazione dei lavoratori

La segnaletica di sicurezza è uno strumento fondamentale e obbligatorio per la prevenzione di inciampo e scivolamento, soprattutto nelle situazioni di rischio temporaneo o variabile all’interno degli ambienti aziendali. Il D.Lgs. 81/08, all’Allegato XXXII, disciplina l’uso obbligatorio di cartelli di avvertimento per pavimenti bagnati, percorsi irregolari e zone con rischio di caduta in piano.

Accanto alla segnaletica fisica, ogni azienda deve dotarsi di procedure scritte che regolino le attività di pulizia, la segnalazione degli spandimenti e la gestione delle emergenze correlate. Le procedure devono essere chiare, disponibili per tutti i lavoratori e aggiornate ogni volta che cambiano le condizioni operative o l’organizzazione degli ambienti di lavoro.

La formazione dei lavoratori sul rischio di scivolamento è un obbligo esplicito del D.Lgs. 81/08: ogni dipendente deve conoscere i rischi del proprio ambiente e le misure di protezione disponibili. Non basta consegnare un foglio informativo: la formazione deve essere documentata, ripetuta in caso di cambiamenti e verificata attraverso test o esercitazioni pratiche con cadenza periodica.

Infortuni da scivolamento e DVR: cosa inserire

Il DVR è il documento in cui ogni rischio aziendale deve essere analizzato e documentato, e il rischio da scivolamento non fa eccezione: richiede una valutazione specifica e dettagliata. Molti DVR trattano questo rischio in modo generico, con poche righe standardizzate che non riflettono la struttura reale degli ambienti aziendali e le attività svolte dai lavoratori.

Per essere conforme, la sezione del DVR dedicata al rischio da scivolamento deve includere la mappatura delle aree critiche, la valutazione delle superfici e le misure preventive adottate. Devono essere indicati anche i DPI previsti per ciascuna mansione, con riferimento specifico alle calzature di sicurezza e alla classe di protezione in relazione al rischio di scivolamento.

Il DVR deve riportare anche le procedure di pulizia e manutenzione delle pavimentazioni, con indicazione delle figure responsabili, frequenza degli interventi e modalità di verifica documentate. Un DVR carente su questi aspetti espone l’azienda a possibili sanzioni durante un’ispezione e non tutela il datore di lavoro in caso di infortunio e successiva contestazione legale.

Come ridurre drasticamente i rischi con un piano pratico

Ridurre il rischio da scivolamento in modo strutturato richiede un piano d’azione che integri interventi tecnici, organizzativi e formativi in un sistema coerente e documentato. Non si tratta di misure isolate, ma di un processo continuo che deve essere pianificato, assegnato a responsabili specifici e monitorato nel tempo con indicatori misurabili.

Ecco le azioni concrete da inserire nel piano di protezione e prevenzione per ridurre efficacemente gli infortuni da scivolamento e inciampo nella tua azienda:

  • Valutazione tecnica delle pavimentazioni: misurazione del coefficiente di attrito secondo la norma UNI EN 13893 e verifica della conformità per ogni area di lavoro.
  • Sostituzione o trattamento delle superfici critiche: applicazione di resine antiscivolo, inserti abrasivi o sostituzione del pavimento nelle zone ad alto rischio.
  • Procedure di pulizia formalizzate: orari definiti, prodotti adeguati e segnalazione obbligatoria durante e dopo le operazioni di pulizia e sanificazione.
  • Fornitura e controllo dei DPI: calzature antiscivolo consegnate, firmate e sostituite secondo le indicazioni del costruttore e le prescrizioni del DVR.
  • Formazione obbligatoria e documentata: sessioni specifiche per reparto, con verifica della comprensione e aggiornamento in caso di modifiche organizzative.
  • Ispezioni periodiche documentate: check-up programmati, registro delle non conformità e tracciabilità degli interventi correttivi effettuati.
  • Aggiornamento del DVR: ogni misura adottata deve essere registrata nel DVR con data, responsabile e modalità di verifica.

Conclusione

La prevenzione degli infortuni da scivolamento non si riduce a mettere un cartello di avvertimento: richiede un approccio sistematico, documentato e integrato nel sistema di gestione della sicurezza aziendale. Scivolamenti e inciampi sono rischi reali, presenti in ogni tipo di azienda: la normativa italiana li considera oggetto di valutazione obbligatoria nel DVR, senza eccezioni per settore o dimensione.

Un datore di lavoro che valuta correttamente questo rischio, adotta le misure tecniche necessarie e forma i propri lavoratori riduce concretamente le possibilità di infortuni gravi e di sanzioni. La responsabilità è chiara: il D.Lgs. 81/08 non lascia spazio a interpretazioni, e un incidente su un pavimento scivoloso può avere conseguenze penali ed economiche rilevanti per l’azienda.

Zero Rischio affianca le aziende in ogni fase del percorso: dall’analisi degli ambienti alla redazione del DVR, fino alla consulenza per la sicurezza sul lavoro e alla gestione delle scadenze. Contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come rendere il tuo ambiente di lavoro davvero sicuro!

FAQ

Quali sono le cause più comuni di scivolamenti sul lavoro?

Le cause più frequenti includono pavimenti scivolosi o deteriorati, presenza di liquidi sul piano di calpestio, cavi e ostacoli non rimossi, illuminazione insufficiente e utilizzo di calzature non idonee. Anche la mancanza di ordine e la presenza di dislivelli non segnalati contribuiscono in modo significativo al rischio di infortunio.

È obbligatorio valutare il rischio scivolamento nel DVR?

Sì, il D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro, compreso il rischio da scivolamento. Il DVR deve contenere la mappatura delle aree critiche, le misure preventive adottate e i DPI previsti per ciascuna mansione esposta al rischio.

Come prevenire gli infortuni nei magazzini e nei negozi?

In ambienti come magazzini e negozi è fondamentale adottare pavimentazioni con adeguato coefficiente di attrito, definire procedure di pulizia e gestione degli spandimenti, fornire calzature antiscivolo ai lavoratori e garantire percorsi di transito sempre sgombri da ostacoli e materiali depositati.

La segnaletica è obbligatoria anche per rischi temporanei come il pavimento bagnato?

Sì. Il D.Lgs. 81/08 e il relativo Allegato XXXII prevedono l’obbligo di segnalare anche i rischi temporanei, come il pavimento bagnato durante le pulizie. La cartellonistica deve essere posizionata prima dell’inizio delle operazioni e rimossa solo a rischio cessato.

Quali DPI possono ridurre i rischi di scivolamento?

Il DPI principale è la calzatura di sicurezza antiscivolo, classificata secondo EN ISO 20345 (calzature di sicurezza) o EN ISO 20347 (calzature da lavoro). La classe di protezione va scelta in funzione del tipo di pavimento e delle attività svolte dal lavoratore nella propria mansione.

Chi è responsabile se un lavoratore inciampa o cade?

La responsabilità primaria ricade sul datore di lavoro, che ha l’obbligo di valutare i rischi, adottare le misure preventive e formare i lavoratori. In caso di infortunio, se il rischio non era stato valutato nel DVR o le misure erano inadeguate, il datore può rispondere penalmente ai sensi del D.Lgs. 81/08.

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